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Villa Parravicino Sossnovsky

Villa Parravicino Sossnovsky

Una villa del Cinquecento immersa in un parco di alberi secolari.

Indirizzo
via Cesare Cantù, 15
Parravicino, Erba (CO)

Tipologia: Villa d’epoca
N° massimo invitati: 150
Ambienti: sala ricevimento, sala tavolo imperiale, cantine in pietra, parco secolare, giardino segreto
Location in esclusiva:
Cerimonia civile:
Eventi: matrimonio, aziendali, privati

Villa Parravicino Sossnovsky sorge nel borgo medievale di Parravicino, sulle colline meridionali del comune di Erba, al confine con Albavilla. È una vera dimora nobile di campagna, nella quale l’eleganza e la raffinatezza non escludono l’attenzione alla praticità e il rispetto verso il mondo rurale.

Il viale d’ingresso conduce a quella che, in origine, era una tipica corte nobile lombarda. Il Conte Emiliano Parravicini, nonno dell’attuale proprietario, decise di smantellarla a fine Ottocento per creare un giardino all’inglese, caratterizzato da tappeto verde, linee morbide ed esemplari di conifere e di latifoglie ad alto fusto. Le colonne del porticato furono spostate nella corte rustica, dove tutt’ora fungono da sostegno per i lunghi steli di una rosa banksiana dalla fioritura color avorio.

Una piccola porzione dell’acciottolato della corte nobile è stata riportata alla luce con cura all’inizio degli anni 1980, ed è visibile sotto un berceau di glicine. A fianco di questo si innalza l’elegante facciata con scalinata doppia, fronteggiata da una magnolia pluricentenaria.

L’interno dell’edificio, risalente alla fine del Cinquecento, riserva una sorpresa emozionante: un salone con affreschi rinascimentali e un monumentale camino in pietra. Inoltrandosi nel prato, all’ombra di un maestoso cedro dell’Himalaya, si costeggia il recinto per i cavalli e si giunge a due piccoli edifici, il roccolo di caccia e il lavatoio.

Questi segnano il confine del parco con il podere della proprietà, ancora oggi destinato alla coltivazione di granturco, di ortaggi e di frutti. Vale la pena fermarsi ad osservare la sughera (Quercus suber) che cresce sul pendio al di là del recinto dei cavalli: grazie al portamento, alla forma e alla rarità (non è certo un’essenza tipica di queste zone), è stata inclusa nel censimento degli alberi monumentali della Lombardia.

Nella corte rustica, alla quale si arriva costeggiando un boschetto di bambù e alcuni antichi edifici rurali, si ammirano due Olea fragrans e una porzione della strada acciottolata di epoca medievale che congiungeva i borghi di Casiglio e di Parravicino, un tempo tutti di proprietà della casata dei Parravicini.

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